Ecco perché le certificazioni APE e AQE servono anche per la ristrutturazione delle strutture alberghiere. Questi documenti di attestazione e qualificazione, hanno un ruolo diverso ma importante per stabilire la qualità energetica di un edificio, che sia per uso abitativo o meno.

L’attestato di prestazione energetica APE, dedicato alla ristrutturazione delle strutture alberghiere, permette di avere evidenti i dati dell’immobile e della sua categoria di prestazione energetica. Dove vengono indicate inoltre le eventuali migliorie da fare per rendere la struttura alberghiera ancora più efficiente.

Come vedremo durante la lettura di questo articolo, nel caso in cui fosse possibile accedere a dei fondi dedicati alla ristrutturazione alberghiera, e per esempio poter usufruire del superbonus alberghi 80%, l’attestato di prestazione energetica APE sarà definito di tipo Convenzionale. Ovvero un documento specifico, emesso espressamente per dimostrare i requisiti con i quali poter usufruire del bonus. Il documento APE in generale, deve essere compilato e gestito da un certificatore abilitato indipendente. Il quale deve essere estraneo alla progettazione e alla gestione degli interventi di ristrutturazione delle strutture alberghiere.

Mentre l’attestato di qualificazione energetica AQE, è un semplice strumento di controllo redatto alla fine dei lavori eseguiti, anche in caso di ristrutturazione di strutture alberghiere. Non attribuisce una classe energetica all’edificio ma permette, per esempio, di verificare con sicurezza se le prescrizioni di migliorie proposte tramite APE, siano o meno state eseguite. Attesta in modo riassuntivo i fabbisogni di energia della struttura alberghiera e le corrispondenti classi energetiche. Questo documento viene completato da un tecnico abilitato che può essere lo stesso che si occupa della direzione degli interventi di ristrutturazione eseguiti nelle strutture alberghiere.

Questi documenti obbligatori, sono inoltre utili per poter incrementare la qualificazione assegnata ad un albergo tramite la categoria in stelle. In quanto ogni intervento di miglioria apportato alle strutture alberghiere, aumenta in meglio il generale stato e di benessere dello stabile. Ma altresì è favorevole anche per il proprietario e per il cliente, che dispone e usufruisce di tutti i servizi presenti e aggiunti, grazie alla ristrutturazione dell’edificio.

Vediamo di seguito come, soprattutto l’attestato di prestazione energetica APE, può incidere positivamente sui risultati della ristrutturazione. Vediamo in che modo inoltre risulta vincolante nel poter accedere alle agevolazioni messe a disposizione grazie al superbonus alberghi, tramite il credito d’imposta.

Di cosa si tratta

Può essere comodo sapere infatti di cosa si tratta quando parliamo di interventi da eseguire su stabili e immobili destinati alla ricettività. Quando si decide di effettuare delle modifiche di ristrutturazione sulle strutture alberghiere, le pratiche da mettere in atto sono a per certi versi diverse da quelle destinate ad un’abitazione. Ma in ogni caso i documenti come APE e AQE vanno redatti obbligatoriamente.

Come detto in precedenza, in caso di riqualificazione energetica e strutturale dell’albergo, è necessario avvalersi del documento specifico APE convenzionale, che permetterà di poter ottenere eventualmente il superbonus 80% nel caso i requisiti siano tutti rispettati. Uno tra i più importanti in questo caso è la necessità di attestare una riqualificazione energetica aumentata di almeno due classi energetiche dalla precedente.

In generale, vediamo quali sono le tipologie di interventi che rientrano nella possibilità di accedere a fondi o crediti d’imposta:

  • interventi eseguiti per un miglioramento considerevole dell’efficienza energetica della struttura alberghiera;
  • lavori di isolamento termico esterno, sostituzione degli infissi;
  • interventi su impianti termici e installazione di building automation;
  • eliminazione barriere architettoniche, realizzazione impianti igienici sanitari adatti;
  • riqualificazione antisismica, manutenzioni straordinarie;
  • realizzazione piscine termali, acquisto mobili e componenti d’arredo, illuminazione;
  • digitalizzazione;
  • prestazioni professionali per un massimo del 10% di spese sostenute;
  • restauro e ristrutturazioni edilizie.

Come aderire ai fondi

Vediamo ora come aderire ai fondi dedicati alla ristrutturazione di strutture alberghiere. Nello specifico, i contributi a fondo perduto del 50% sulle spese sostenute, messi a disposizione per gli interventi di miglioria da effettuare nelle strutture alberghiere, sono distribuiti in questo modo:

  • un fondo su una base massima di 40.000,00 euro;
  • in caso di lavori di digitalizzazione la base si alza di altri 30.000,00 euro;
  • per imprese gestite da donne e da giovani, l’importo massimo si alza di altri 20.000,00 euro;
  • per interventi nelle regioni come Abruzzo, Molise, Campania, Puglia, Basilicata, Calabria e le Isole Sicilia e Sardegna, si prevede un ulteriore aumento sulle spese massime di 10.000,00 euro;
  • in ogni caso, la spesa totale massima sulla quale viene calcolato il 50%, è di 100.000,00 euro.

Per partecipare e ottenere questi fondi, è necessario inviare la domanda in modalità telematica, tramite i portali dedicati e indicati dal Ministero del Turismo, compilando la modulistica specifica entro i termini previsti, ovvero il 30 marzo 2022.

In alternativa alla richiesta dei contributi a fondo perduto, questo è il momento per poter fare domanda e accedere anche al superbonus alberghi 80%, un’agevolazione prevista e confermata dalla Legge del 29 dicembre 2021.

Questa normativa, nata tra le “Disposizioni urgenti per l’attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR) e per la prevenzione delle infiltrazioni mafiose” (Gazzetta Ufficiale 06/11/2021, n. 265), permette di ottenere un credito di imposta sulle spese sostenute per interventi di riqualificazione e di ristrutturazione alle strutture alberghiere, da realizzare entro il 21 dicembre 2024.

Le agevolazioni previste dal credito d’imposta, sono possibili per i proprietari o per le imprese aventi diritto di proprietà delle seguenti strutture:

  • imprese alberghiere o che esercitano attività di tipo turistico;
  • attività che coordinano e gestiscono strutture ricettive all’aria aperta;
  • stabilimenti balneari, complessi termali, parchi tematici acquatici e faunistici, porti turistici;
  • imprese del settore turistico, ricreativo, che si dedicano a fiere e congressi.

Tale credito ottenuto, è utilizzabile in compensazione e non concorre alla formazione del reddito. I 500 milioni di euro destinati per il credito d’imposta, verranno stanziati a partire dall’anno 2022 e saranno distribuiti in modo proporzionale fino all’anno 2025. Andranno in recupero anche per le spese sostenute nel corso degli anni precedenti 2020-2021. Il recupero verrà compensato sempre durante l’anno successivo all’anno sul quale viene calcolato il credito d’imposta.

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